PER SAPERNE DI PIU’…
La riforma Gelmini,approvata dal voto di fiducia, richiesto alla camera dei Deputati in questi giorni,sconvolgerà il mondo dell’istruzione attraverso tagli che porteranno ad un aumento della spesa gravante sulle famiglie. La riforma aumenterà inoltre inevitabilmente il numero di precari,influendo anche sul tasso di disoccupazione in Italia che è tuttora del 6,7% della popolazione secondo i dati Istat.
L’Italia si trova nelle posizioni più basse della graduatoria OCSE(stati europei con Cina e Israele) per quanto riguarda gli investimenti nella scuola pubblica. Solo il 4,7% del PIL(prodotto interno lordo)infatti è utilizzato per l’istruzione, mentre la media OCSE è del 5,8% . Nessun governo in Italia ,peraltro,dal 1995 ad oggi,ha mai aumentato questo investimento di più del 12% ,rispetto ad una media OCSE del 41%.
Il Ministro Gelmini, con la sua riforma,ha intenzione di tagliare questi fondi di circa 7,8 miliardi. Ciò porterà a non rinnovare il contratto ad 87000 docenti e al 17% del personale ATA,ovvero 42000 tra segretari/e e bidelli. Dei 7,8 miliardi ipoteticamente risparmiati,850 milioni saranno utilizzati per premiare i professori "migliori" ,con un aumento di circa 5000 euro a fine anno ma la scelta di quali professori siano degni di essere annoverati tra i migliori quindi meritare l’aumento, è a discrezione del preside. Solamente 1 miliardo e 150 milioni dei 7,8 risparmiati, saranno destinati alla scuola pubblica.
Questi tagli porteranno alla reintroduzione del maestro unico alle elementari e di conseguenza ad un innalzamento del rapporto del numero tra alunni e insegnanti. La Gelmini risolverebbe poi il problema abbassando l’età dell’obbligo scolastico,dai16 attuali,a 14 anni. A causa dei tagli all’istruzione molte scuole si trasformeranno in fondazioni private, dovendosi affidare ad aziende presenti sul territorio che scavalcando il Consiglio di Istituto avranno la possibilità di modellare i programmi didattici e sfruttare l’alternanza scuola-lavoro a proprio piacimento. Questo aspetto riguarderà anche le università ,per le quali saranno triplicate le tasse di iscrizione e il primo obiettivo di queste fondazioni sarà sicuramente il profitto dei privati coinvolti e non la qualità dell’istruzione. Un altro effetto da evidenziare della riforma,riguarda i tagli che subirà il personale di ricerca:un indicatore significativo dei risultati di questa è costituito dai brevetti.
L’Italia copre uno dei posti più bassi per quanto riguarda il totale delle "invenzioni" mondiali(circa l’1,56% del totale),dietro a stati industrializzati quali Giappone(25,8%), Germania(13,8%), Francia(4,5%), Svizzera(1,72%);quindi l’Italia verrà ulteriormente surclassata e i giovani laureati saranno impossibilitati dall’intraprendere una carriere nell’ambito della ricerca. Insomma,per concludere la Gelmini adotterà una riforma che avvantaggerà pochi a discapito di molti, basandosi sul concetto di meritocrazia.
E’ interessante analizzare i meriti e la preparazione di colei che ha formulato una riforma basata su tale concetto,per questo motivo alleghiamo il Curriculum Vitae di Mariastella Gelmini.
Mariastella Gelmini è nata a Leno(provincia di Brescia)nel 1973. Avvocato,è specializzata in diritto amministrativo. Dopo essere entrata in Forza Italia nel 1994,nel 1998 è stata eletta al comune di Desenzano,ricoprendo fino al 2002 la carica di Presidente del Consiglio Comunale. Dal 2002 è stata assessore al Territorio della Provincia di Brescia e dal 2004 assessore all’agricoltura.(?) Successivamente è nominata da Silvio Berlusconi come coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia. Dal 2006 è eletta per la prima volta alla camera dei deputati,svolgendo mansioni per la Commissione di giustizia e nel 2008 viene nominata dal Presidente del Consiglio Berlusconi come Ministro dell’Istruzione,Università e Ricerca scientifica.
Collettivo Z

